Azienda fallita? Ecco come recuperare stipendi arretrati e TFR

Sei un lavoratore dipendente assunto presso la medesima azienda da anni. Improvvisamente insorgono le prime difficoltà economiche. Il tuo datore di lavoro cessa di versarti lo stipendio. L’azienda fallisce. Come puoi fare per recuperare velocemente quanto ti è dovuto?

E’ noto che al fine di vedere il soddisfacimento di un proprio credito nei confronti di un’azienda fallita debba procedersi con la cosiddetta – in gergo tecnico – insinuazione al passivo, che altro non è se non il deposito all’interno del procedimento fallimentare di un atto, in forma di ricorso, contenente una domanda rivolta al curatore del fallimento per il recupero del dovuto. In caso di lavoratore dipendente si parla solitamente di mensilità arretrate e non pagate e di quote di TFR.

La procedura fallimentare fissa un’udienza per l’adunanza dei creditori in esito alla quale valuta le domande avanzate e provvede ammettendo o meno il soggetto richiedente al passivo del fallimento.

Seppur, ai sensi dell’art. 2751 bis n. 1 c.c., i crediti di cui sopra siano assistiti da privilegio e pertanto rientrino tra quelli che il fallimento soddisfa per primi, è nota la lentezza e la macchinosità delle procedure fallimentari in seno alle quali non è infrequente che il creditore veda soddisfatta la propria pretesa anni dopo l’avanzamento della domanda e, peraltro, solo parzialmente.

Al fine di ovviare a questo problema, in un’ottica di garantire maggior tutela al lavoratore che, in caso di fallimento dell’azienda presso il quale è assunto non solo perde il posto di lavoro ma nemmeno riceve il pagamento di quanto gli spetta, l’ordinamento – con la legge 297/1982 – ha istituito presso l’INPS il c.d. Fondo di Garanzia il cui scopo è quello di riconoscere in modo tempestivo e pressochè integrale al lavoratore tutto quanto gli è dovuto.

Al fine di accedere al predetto Fondo presso la sede INPS competente – quella del luogo in cui il lavoratore risiede – è necessario previamente insinuarsi in ogni caso al passivo fallimentare.

Ottenuto dal fallimento l’accertamento della propria pretesa e del proprio diritto, il lavoratore può – personalmente ovvero per il tramite di patronati o di un legale di fiducia – avanzare domanda telematica per il recupero del dovuto dall’INPS, decorsi almeno 30 giorni dal provvedimento che ammette il lavoratore allo stato passivo del fallimento.

Il Fondo di Garanzia è, invero, tenuto – nel termine di 60 giorni dalla presentazione della relativa domanda – a riconoscere al lavoratore l’intero importo del TFR spettante, maturato alla data di cessazione del rapporto di lavoro e, altresì, il pagamento delle ultime tre mensilità di retribuzione base, sulla scorta di quanto provato con la domanda di insinuazione al passivo fallimentare, che va allegata alla richiesta all’INPS, e di tutto quanto risulti dall’ulteriore documentazione da produrre.

Per quanto concerne, da ultimo, la prescrizione, la domanda al Fondo INPS deve essere presentata, relativamente al TFR, entro 5 anni dal provvedimento che chiude il fallimento ovvero la procedura concorsuale a carico della società datrice di lavoro, mentre, relativamente alle retribuzioni mensili, entro un anno dal medesimo provvedimento.


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