Cambio serratura casa coniugale: quali conseguenze

La casa familiare o coniugale è il luogo di convivenza del nucleo familiare. Essa rappresenta il centro della vita famigliare, dove si sviluppano tutti gli affetti e gli interessi di ciascun componente.  

L’istituto della casa familiare viene in rilievo in sede di separazione dei coniugi con figli poiché tendenzialmente l’immobile coniugale viene assegnato dai giudici al coniuge collocatario prevalente dei figli, ovvero a quello dei due genitori che trascorrerà più tempo con loro. Ciò a prescindere dal titolo di proprietà sulla casa.  

La casa familiare viene, quindi, assegnata solo in presenza di figli e nel loro esclusivo interesse.

In ragione della funzione di collante famigliare che la casa coniugale ha, in sede di separazione il coniuge che prima che intervenga la pronuncia del tribunale arbitrariamente lasci l’abitazione famigliare può subire un addebito della separazione in quanto pone in essere una vera e propria condotta di abbandono nei confronti tanto del coniuge quanto soprattutto dei figli.

Capita non di rado che in seguito a violenti litigi, nella fase di vita coniugale che immediatamente precede la separazione, uno dei due coniugi decida arbitrariamente di cambiare la serratura della casa coniugale, impedendo all’altro coniuge di farvi nuovamente accesso.

Una condotta quale quella sopra descritta è lecita? Quali sono le conseguenze?

Ebbene, secondo la giurisprudenza più recente, il coniuge che cambia la serratura di casa non permettendo all’altro di farvi rientro rischia l’addebito della separazione.

Infatti, l’ordinanza n. 30746/2017 della Corte di Cassazione stabilisce a chiare lettere che: “l’atto di cambiare la serratura alla porta di casa è un comportamento aggressivo, tale da comportare l’addebito della separazione. Il coniuge, anche in una situazione di convivenza intollerabile, non può sostituire la serratura di ingresso della casa familiare; per farlo, dovrà necessariamente attendere il provvedimento del giudice sulla domanda di separazione, sempre che la sentenza gli assegni la dimora”.

 Ed ancora: “Colui che manifesta il proprio distacco e la propria disaffezione con atteggiamenti -aggressivi e trancianti, come ad esempio il cambio della serratura della porta di casa, subisce l’addebito anche in presenza di una colpa dell’altro coniuge”.

Pertanto, secondo la giurisprudenza prima di cambiare la serratura di casa sarà necessario attivare un procedimento di separazione ed attendere il provvedimento del giudice in merito all’assegnazione della casa familiare, ovvero, in assenza di figli, la mera autorizzazione a vivere separati.

È chiaro che nel secondo caso, la casa familiare seguirà il titolo di proprietà: se la casa è di proprietà del marito e la coppia non ha figli minori o maggiorenni non autosufficienti economicamente, la moglie, successivamente al provvedimento del giudice, dovrà abbandonare l’abitazione.

Il divieto di cambio della serratura di casa prima che il giudice abbia pronunciato la separazione si estende anche ai casi in cui uno dei due coniugi abbia già abbandonato la casa coniugale per trasferirsi altrove (Cass. Civ. n. 25626/2016).

Anche dal punto di vista penale, il comportamento del coniuge che cambia la serratura della casa familiare assume rilevanza.

Difatti, il cambio di serratura finalizzato ad impedire all’altro di accedere all’immobile coniugale prima che intervenga la pronuncia di separazione integra gli estremi del reato di violenza privata.

Quanto esposto viene confermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza 25626/2016 con cui veniva condannata per reato di violenza privata la moglie che cambiava la serratura della porta di accesso alla casa coniugale senza informare il marito e così impedendo a quest’ultimo l’accesso.

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