Genitori separati: limiti e obblighi economici per le vacanze coi figli

L’arrivo delle vacanze estive può portare con sé problematiche per i genitori separati e divorziati, sia dal punto di vista della frequentazione dei figli sia per le questioni economiche.

Per quanto concerne la frequentazione, le vacanze rappresentano uno dei momenti più importanti perché consentono al genitore non collocatario di passare con i propri figli un periodo più lungo rispetto a quelli di cui si può normalmente godere durante l’anno.

Tuttavia, la durata di detto periodo può essere stabilita consensualmente dai coniugi con conseguente diversa durata e in diverso periodo o dai giudici nei loro provvedimenti regolanti il diritto di visita.

Generalmente, comunque, vengono concordati o riconosciuti periodi di vacanza di almeno quindici giorni, anche non consecutivi, durante il periodo estivo (solitamente durante il mese di agosto).

E’ necessario che il genitore non collocatario comunichi all’altro, per iscritto e per tempo, quando e dove avrà intenzione di trascorrere le vacanze con la prole, nonchè i recapiti, anche telefonici, ove poter raggiungere i minori. Solitamente si stabilisce che venga garantita almeno una telefonata giornaliera dei minori con il genitore rimasto a casa.

In caso di ostacoli da parte della madre o del padre nel concedere che i figli partano con l’altro genitore,  sussiste la possibilità di rivolgersi al Tribunale nella persona del Giudice Tutelare per vedersi riconosciuto il proprio diritto, con inoltre la possibilità di ottenere un  risarcimento del danno in favore sia del minore sia del genitore cui è stato impedita la vacanza che, come detto, è ormai considerata una delle esperienze centrali per la crescita del figlio e per i rapporti genitore/figli.

Al fine di ovviare predetta problematica, soprattutto con riferimento alla possibilità di portare all’estero in vacanza i minori, nei procedimenti consensuali ci si accorda per permettere al minore l’espatrio con l’altro genitore e per garantire in tal senso il rilascio e il rinnovo dei documenti utili (passaporto).

Dal punto di vista economico, salvo accordi diversi, i costi della vacanza con i figli sono a carico del genitore che la trascorre con loro.

Il genitore, avente a proprio carico l’obbligo di versare un assegno di mantenimento per i figli, non può interrompere la contribuzione in favore dell’altro genitore nel periodo di vacanza.

Le vacanze studio, sportive o particolari, che i figli trascorrono in autonomia, sono invece considerate spese straordinarie e, in quanto tali, necessitano il preventivo accordo tra i genitori, nonché la suddivisione delle relative spese secondo gli accordi; solitamente in misura del 50 % in capo a ciascun genitore.

Nel caso in cui uno dei genitori rifiuti il proprio consenso, l’altro dovrà necessariamente rivolgersi al Giudice Tutelare del Tribunale del luogo ove il figlio minore risiede, chiedendo l’autorizzazione al rilascio di un documento valido per l’espatrio ovvero l’assenso a partire con il figlio anche su territorio italiano ovvero, ancora, l’assenso a viaggi studio / sportivi che il figlio deve affrontare in autonomia.

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