Gli indirizzi dei tribunali con riferimento alle spese extra assegno di mantenimento

Se è vero che nella fase che precede la separazione o il divorzio i coniugi litigano soprattutto sulla quantificazione dell’assegno di mantenimento mensile, è altrettanto vero che appena dopo aver firmato l’accordo o avere ricevuto la sentenza, lo scontro si sposta sul terreno delle spese straordinarie.

Negli anni passati tanto i tribunali quanto i legali hanno avvertito l’esigenza di contenere e prevenire litigi sull’individuazione di quali spese debbano essere considerate extra rispetto all’assegno mensile destinato ai figli, nonché di fornire alle parti indicazioni precise su quali spese richiedano il preventivo accordo tra i genitori e quali invece no.

Solitamente gli accordi e le sentenze stabiliscono una compartecipazione dei genitori alle spese straordinarie per i figli nella misura del 50 % ciascuno.

Sino a pochi anni fa, tuttavia, alcuna altra specifica informazione veniva fornita ai genitori in merito alla concreta indicazione delle voci di spesa da considerare straordinarie.

Negli ultimi anni sempre più tribunali si sono dotati di Protocolli finalizzati a fornire un elenco di spese straordinarie mediche, scolastiche ed extrascolastiche, alcune da concordare previamente, altre solamente da documentare con giustificativi di spesa a posteriori.  

Alcuni tribunali prevedono un elenco dettagliato ed esaustivo, altri delle mere linee guida a cui dovrebbero ispirarsi i giudici ovvero gli avvocati nello stilare le spese straordinarie rispetto all’assegno mensile.

Esiste un copioso catalogo di spese che tutti i protocolli / linee guida riconoscono e classificano come straordinarie che non richiedono il preventivo accordo:

  • Mediche: spese per visite specialistiche e trattamenti sanitari prescritti dal medico curante erogati dal SSN; Spese per accertamenti e trattamenti sanitari non erogabili dal Servizio Sanitario Nazionale e prescritti dal medico curante (es.: fisioterapia); spese per interventi chirurgici indifferibili presso strutture pubbliche; spese per cure dentistiche presso strutture pubbliche; spese per acquisto di farmaci prescritti dal medico; spese odontoiatriche, oculistiche e sanitarie  effettuate tramite il SSN, in difetto di accordo sulla terapia con specialista  privato; tickets sanitari; spese sanitarie urgenti.
  • Scolastiche: tasse scolastiche e in genere spese per l’iscrizione e la frequenza per la scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola secondaria di primo grado e scuola secondaria di secondo grado) relative a istituti pubblici (scuole statali e comunali); tasse universitarie e spese di iscrizione imposte da atenei pubblici fino all’ultimo anno della durata legale del corso; spese per libri di testo e materiale di corredo scolastico di inizio anno per le scuole sopra indicate; spese per partecipazione a gite scolastiche (e viaggi di istruzione) senza pernottamento; spese per acquisto di titoli di viaggio per il trasporto pubblico  (compresi gli scuolabus organizzati dalla scuola) necessari per la frequenza scolastica e/o universitaria.
  • Extra-scolastiche: tempo prolungato pre e post scuola per esigenze lavorative del genitore collocatario; centro ricreativo estivo (pubblico).

A queste si affianca un listino di spese straordinarie che invece richiedono il preventivo accordo:

  • Mediche: spese per cure odontoiatriche e ortodontiche private, oculistiche private; cure termali e fisioterapiche non prescritte dal medico curante; interventi chirurgici presso strutture private, cicli di psicoterapia e logopedia.
  • Scolastiche: tasse scolastiche e in genere spese per l’iscrizione e la frequenza nonché eventuali rette imposte da istituti privati; tasse universitarie; spese per corsi di specializzazione postuniversitari o successivi alla scuola secondaria superiore; spese per partecipazione a gite scolastiche (e viaggi di istruzione) con pernottamento; spese per corsi di recupero e lezioni private; costi per l’alloggio presso la sede universitaria e relative utenze; costi relativi a corsi extracurricolari a pagamento organizzati dagli istituti scolastici.
  • Extra-scolastiche: spese per corsi di istruzione, attività sportive anche a livello agonistico, ricreative e ludiche (di svago) (artistiche) e pertinenti attrezzature; corsi musicali ed acquisto del relativo strumento; pese per corsi di lingua o attività artistiche (disegno, pittura); spese per corsi di informatica; spese per viaggi e vacanze trascorse senza i genitori; acquisto e manutenzione di un mezzo di locomozione.

Ma non mancano contrasti di classificazione tra i vari tribunali su alcune voci di spesa.

Ad esempio, limitatamente al nostro territorio, il Tribunale di Lecco ritiene che le spese per la mensa scolastica siano da considerarsi straordinarie che non richiedono preventivo accordo, mentre il Tribunale di Monza le considera rientranti nell’assegno di mantenimento ordinario.

E ancora, alcuni protocolli stabiliscono che i corrispettivi per la baby sitter siano qualificati come spesa straordinaria da concordare previamente, altri invece – come quello di Bologna – considera la predetta spesa sì straordinaria, ma che non richiede il preventivo accordo.

Il Tribunale di Varese, dal canto suo, fa rientrare le spese di baby sitting nel mantenimento ordinario.

I costi per il conseguimento della patente di guida (corso e lezioni) vengono inseriti, a Torino e Bologna, tra le spese extra scolastiche che non necessitano di previo accordo, mentre Milano ritiene necessaria la previa concertazione tra i genitori.

Da ultimo, in merito alle spese sportive, alcuni tribunali – come quello di Lecco – ritengono che rientri tra le spese straordinarie l’esborso sostenuto dai genitori esclusivamente per la pratica di uno sport per figlio all’anno. Qualsivoglia ulteriore attività ovvero attrezzatura sportiva specifica richiesta, ad esempio per agonismo oppure per gare e/o saggi, è da ritenersi spesa straordinaria che richiede obbligatoriamente il preventivo accordo.

Per riassumere, tale classificazione precisa e dettagliata delle voci di spesa ha risolto moltissime problematiche in capo ai genitori che spesso, ottenuto l’accordo o la sentenza, si trovavano in condizioni di conflitto proprio sulle spese straordinarie.

Ciò anche perché i Protocolli non si sono limitati ad una mera elencazione, ma hanno altresì specificato tempistiche e modalità di comunicazione della spesa all’altro genitore.

A riguardo, la maggior parte di essi, compresi quelli in vigore su tutti i tribunali del circondario, applicano la regola del silenzio – assenso: se il genitore a cui viene comunicato il preventivo di spesa omette di riscontrare il messaggio in uno specifico lasso di tempo (solitamente dieci giorni), predetta spesa si ritiene concordata e dunque il genitore che non ha risposto dovrà all’altro la propria quota parte. 

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