Nonni, obbligo di mantenimento dei nipoti: quando e perchè

Al giorno d’oggi i nonni costituiscono una risorsa irrinunciabile per i genitori, occupandosi della cura dei nipoti quando mamma e papà sono al lavoro, accompagnandoli a scuola, alle visite mediche, alle attività sportive e seguendoli anche per quanto concerne i compiti scolastici pomeridiani.

In alcune situazioni famigliari particolari, il ruolo dei nonni nella vita dei nipoti diventa ancora più fondamentale. Si tratta di tutti quei casi in cui essi si trovano costretti non solo ad occuparsi della cura personale del nipote ma altresì del mantenimento economico di questo.

Nell’ultimo decennio, invero, la Cassazione ha confermato che, quando i genitori non ce la fanno a badare ai propri ragazzi, i nonni devono essere chiamati in causa.

Quando ciò avviene e perché?

Il Codice Civile all’art. 316 bis prima afferma che “i genitori devono adempiere i loro obblighi nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo” e poi che “quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli”.

In breve, il mantenimento dei figli è dovere esclusivo di entrambi i genitori, salvo che questi per qualsivoglia ragione non riescano a garantire un dignitoso sostentamento dei minori. E’ in tale ipotesi, allora, che scatta l’obbligo di mantenimento da parte dei parenti più stretti, precisamente i nonni.

Per la Cassazione, nello specifico, si parla di inadempienza dei genitori nel mantenimento dei figli quando, che questa sia volontaria o meno, essi non siano in grado di provvedervi sfruttando tulle le risorse reddituali, patrimoniali, nonchè la capacità lavorativa (Cass. Civ. Sent. n. 20509/2010).

Quello dei nonni è pertanto un dovere loro imposto soltanto in via subordinata, ove non vi sia possibilità alcuna di provvedere da parte dei genitori.

Solo in tale ipotesi il tribunale, su espressa domanda di parte e al precipuo fine di soddisfare l’interesse del minore, potrà obbligare i nonni in tal senso. Essi saranno allora chiamati a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere ai loro doveri nei confronti dei figli.

Il concetto è chiaro: i nonni non devono dare ai nipoti i mezzi di sostentamento, ma devono darli ai genitori affinché siano loro a mantenere i figli.

Non è, invero, ammissibile che sia direttamente il nipote a rivolgersi ai nonni affinchè questi provvedano in sostituzione ai genitori.

Di recente la Cassazione ha confermato questo principio affermando che il dovere degli ascendenti di fornire ai genitori i mezzi necessari affinché possano adempiere ai loro obblighi nei confronti dei figli – dovere che investe ovviamente e contemporaneamente tutti gli ascendenti di pari grado tanto da parte di madre quanto da parte di padre – va inteso non solo nel senso che l’obbligazione degli ascendenti è subordinata a quella primaria dei genitori, ma anche nel senso che agli ascendenti non ci si possa rivolgere chiedendo un aiuto economico per il solo fatto che uno dei due genitori non dia il proprio contributo al mantenimento dei figli, se l’altro genitore è in grado di mantenerli.

In tale ultima ipotesi, spetterà al genitore adempiente prioritariamente tentare il recupero delle somme dovute dall’altro a titolo di mantenimento dei figli – ad esempio tramite procedure esecutive – e, solo in esito al fallimento di queste vie, avanzare domanda affinchè il tribunale imponga un obbligo di mantenimento dei nipoti in via subordinata, appunto, paritariamente a carico di tutti quanti i nonni.

In sostanza, il principio di diritto afferma che i nonni debbano intervenire per aiutare i figli a mantenere i nipoti solo se entrambi i genitori (e non solo uno di loro) si trovano in difficoltà economiche e nell’impossibilità di trovare un lavoro.

 Tale dovere, peraltro, investe tutti i nonni e non solo quelli che hanno un rapporto di parentela con il genitore che si trova in stato di insufficienza economica.

 

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