Novità riforma Cartabia: richiesta di pagamento diretto del mantenimento al datore di lavoro

La riforma Cartabia in materia di separazione e divorzio ha apportato un’importante modifica volta a rendere la vita molto più facile al coniuge separato o divorziato che ha diritto alla percezione per i figli dell’assegno di mantenimento.

Vediamo in cosa consiste questa novità.

L’art. 473 bis.37 c.p.c. ha stabilito che, in caso di omesso versamento da parte del genitore obbligato del mantenimento per i figli all’altro genitore, quest’ultimo possa chiedere che sia direttamente il datore di lavoro mensilmente a versare quanto dovuto, eliminando la necessità di dover presentare un ricorso al giudice della separazione per ottenere il pagamento diretto del mantenimento da parte di un terzo.  

Tale facoltà era già prevista nei procedimenti di divorzio dall’art. 8, terzo comma, l. 898/1970 (legge sul divorzio). Pertanto, la norma in questione ha, di fatto, eliminato questa ingiustificata disparità di trattamento tra la separazione e il divorzio, consentendo l’applicazione del sistema di versamento diretto anche nei casi di inadempimento degli ordini del giudice in sede di separazione.  

Vediamo in concreto come funziona il procedimento.

Nel caso in cui il coniuge obbligato non provveda al pagamento del mantenimento, l’altro coniuge ovvero l’avvocato da questi incaricato invierà al genitore debitore una lettera di messa in mora mezzo pec o raccomandata per sollecitare il pagamento del dovuto.

In verità il Codice di Procedura Civile ammetterebbe anche la trasmissione del sollecito di pagamento con mezzi più veloci, quali la semplice email, ma per completezza e maggiore sicurezza è sempre meglio procedere con raccomandata o pec in modo da procurarsi una ricevuta di consegna certa del messaggio trasmesso.

Fatto quanto sopra, se entro il termine di trenta giorni dalla ricezione della diffida il coniuge obbligato non provvede al versamento, si può richiedere (sempre tramite pec o raccomandata) direttamente al datore di lavoro o a qualsiasi altro terzo che effettua versamenti periodici in favore dell’obbligato di effettuare mensilmente i pagamenti dovuti secondo quanto disposto dal giudice della separazione (dunque, secondo l’ammontare che risulta da sentenza e nei termini stabiliti dal tribunale).

Tale richiesta dovrà essere contestualmente notificata anche al coniuge obbligato.

Una volta notificata l’istanza, il datore di lavoro – dal mese successivo alla notifica – sarà obbligato a trattenere l’intero importo dell’assegno di mantenimento dalla retribuzione dell’obbligato ed a versarlo direttamente al beneficiario.

Nel caso in cui il datore di lavoro decida di non provvedere al pagamento, diventerà lui stesso il debitore e sarà possibile intraprendere un’azione esecutiva direttamente nei suoi confronti.

Di conseguenza, anche le spese legali della procedura esecutiva saranno poste a suo carico.

La riforma Cartabia, dunque, ha semplificato notevolmente la procedura di richiesta di pagamento diretto del mantenimento da parte del datore di lavoro, equiparando il procedimento di separazione a quello di divorzio e semplificando la vita al genitore creditore che non si troverà più costretto ad affrontare lunghe e costose procedure giudiziarie per vedere concretamente attuato il proprio diritto.  

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