Vicini di casa rumorosi: cosa fare

E’ assai frequente per chi abita in condominio avere purtroppo a che fare con vicini di casa chiassosi e spesso maleducati.

C’è chi urla, chi ascolta la musica ad alto volume, chi suona strumenti musicali, chi invita ospiti che si fermano sino a tarda notte e molto altro.

Tutti rumori che non ti permettono in ogni caso di riposare, dormire, lavorare o studiare in tranquillità.

 

E’ utile, pertanto, sapere come tutelarsi in simili casi.

Prima di tutto è necessario sottolineare che non tutti i rumori sono di fastidiosità tale da permettere a coloro che li subiscono di agire per ottenere la cessazione degli stessi.

Affinchè quanto sopra accada è necessario che si tratti di un rumore c.d. molesto, ovvero capace di turbare il riposo e in generale la quiete delle persone.

Al fine di stabilire quando un rumore possa definirsi molesto, la Corte di Cassazione è intervenuta fissando una soglia di tollerabilità: essa è rispettata quando il livello medio del rumore di fondo non supera i 3,5 decibel.



Tuttavia, non si tratta di un parametro sempre valido, perché vanno pure analizzati ulteriori elementi, come il contesto in cui viene prodotto il rumore, la sua continuità e ripetizione, la zona e l’orario in cui questo viene prodotto.

Sostanzialmente, la definizione di rumore molesto lascia un notevole margine decisionale al giudice, che valuterà caso per caso il danno reale causato dal disturbo.


Ma quali sono i rumori molesti?

 

Come si può intuire da quanto sopra descritto non esiste un elenco tassativo di rumori definibili come molesti. Caso per caso bisogna considerare se e quanto un rumore sia più o meno disturbante non soltanto in relazione alla sua intensità, ma anche e soprattutto al contesto.  



A titolo esemplificativo e non esaustivo, tra i rumori molesti che si verificano con maggior frequenza in un condominio troviamo:

 

  • pianto dei bambini
  • urla di persone
  • cani che abbaiano
  • rumore di scarpe col tacco
  • radio o tv ad alto volume
  • utilizzo di martelli pneumatici, trapani o altri strumenti rumorosi
  • feste o ritrovi rumorosi protratti fino a tarda notte
  • suono di strumenti musicali
  • elettrodomestici in funzione la notte

 

Come tutelarsi?

La prima forma di tutela, dal punto di vista legale è data dalla determinazione all’interno del condominio di orari prestabili di riposo.  

E’ il regolamento condominiale lo strumento con cui l’amministratore o i condomini stessi posso stabilire delle fasce orarie destinate alla quiete, durante le quali la produzione di rumori quali quelli sopra descritti è assolutamente vietata.

Ogni condominio sceglie autonomamente questi orari che possono variare in base alle esigenze dei condomini ma, solitamente, le fasce orarie c.d. di riposo sono due:

 

  • dalle 13.00 alle 16.00
  • dalle 21.00 alle 08.00

 

In ipotesi quali quella appena descritta chi nelle fasce orarie indicate non rispetti il riposo e produca rumori o schiamazzi può incorrere nelle seguenti conseguenze:

 

  • può vedersi contestare tali comportamenti in sede di assemblea condominiale
  • può incorrere in azioni di tipo civile da parte degli altri condomini
  • può incorrere in azioni di tipo penale da parte degli altri condomini: infatti, in alcuni casi, si parla di disturbo della quiete pubblica, che può tramutarsi anche in reato



Ma cosa succede nel caso in cui il regolamento condominiale non preveda orari da destinare al riposo?


I vostri vicini dovrebbero prestare attenzione ai rumori che fanno, se non tanto per voi, per le ripercussioni a cui potrebbero andare incontro: in date ipotesi, a coloro che subiscono molestie di questo tipo, non è concessa soltanto la tutela civile, ma anche quella penale.

L’art. 659 del Codice Penale, infatti, ci spiega quando le attività rumorose domestiche possono costituire reato:

“Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici”.

In questo caso, per aversi reato, è necessario che il rumore:

  • superi la normale tollerabilità. Come già spiegato sopra, questo concetto viene valutato caso per caso dal giudice, sulla base di diversi elementi, come ad esempio l’orario in cui il rumore viene prodotto, l’entità dello stesso (che non deve superare i 3,5 decibel rispetto ai rumori di fondo provenienti dalla strada e dall’ambiente circostante), la zona in cui si trova lo stabile, la continuità e ripetizione del rumore.
  • sia percepibile (anche se non effettivamente percepito) da un numero indeterminabile di persone. Rileva, quindi, la possibilità che il rumore venga avvertito, non il numero di persone che effettivamente se ne lamentano. Quindi, ci può essere reato anche nel caso in cui la denuncia venga sporta da una sola persona, ma il rumore è tale da poter essere considerato fastidioso dalla maggior parte dei condomini.



Anche quando i rumori non siano tali da condurre ad una fattispecie di reato, possono comunque avere le caratteristiche per costituire un illecito civile.

In caso di mancata disciplina dei rumori molesti da parte del regolamento di condominio, per risolvere il problema bisogna far riferimento alla disposizione dell’articolo 844 del Codice Civile, il quale prevede che il rumore non debba superare la soglia della normale tollerabilità.

 



La tutela civile, nello specifico, interviene quando il rumore non disturba una collettività di persone ma il singolo condomino che, ad esempio, occupa l’appartamento attiguo a quello dal quale il rumore proviene.

Proprio a tal riguardo, infatti, l’articolo 844 del Codice Civile afferma che ogni cittadino deve impedire che dal proprio fondo, terreno e proprietà siano emessi rumori, fumo e calore che superino la normale soglia di tollerabilità.


Per riassumere, quindi, le misure di tutela contro molestie perpetrate da vicini di casa in condominio sono le seguenti:



1) REGOLAMENTO CONDOMINIALE Se il regolamento condominiale prevede fasce orarie di riposo

Nel caso in cui i tuoi vicini facciano rumore durante le fasce orarie destinate alla quiete e al riposo, potrai rivolgerti all’amministratore il quale potrà chiedere, verbalmente o tramite raccomandata, la cessazione del rumore molesto.

E’ una soluzione semplice e veloce, ma che non sempre porta al risultato desiderato.



2) SECONDA TUTELA: AZIONE LEGALE

 

– Azione civile

Quando le molestie acustiche da parte dei propri vicini sono fastidiose unicamente per una persona, è necessario rivolgersi a un avvocato per dare il via ad una causa civile.

Bisogna, in altre parole, ricorrere al giudice, in modo da ottenere un ordine di cessazione delle molestie ed il risarcimento del danno effettivo subito.

Per intentare un’azione di tipo civile il primo passo è rivolgersi ad un avvocato per inviare una lettera di diffida ai vicini di casa.



– Azione penale

Quando invece il disturbo è generalizzato, diffuso ed interessa la maggior parte dei condomini, avendo in tal caso tutti i requisiti richiesti dall’art. 659 c.p., si tratterà di reato e si dovrà intentare una causa penale, presentando, come primo passo, una querela nei confronti del vicino rumoroso.

 

 

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